
Gioco arcade del 1990 sviluppato dalla Toaplan e distribuito dalla Romstar. Si tratta di uno shooter verticale di tipo “run and gun” di una difficoltà immane e caratterizzato da una straordinaria fantasia e pixel art in termini di fondali, nemici e soprattutto boss. La scheda arcade del gioco si basa su una CPU Motorola 68000 a 10 Mhz coadiuvata da uno Z80 a 3,5 Mhz e un chip sonoro YM3812 a 3,5 Mhz, il tutto a una risoluzione verticale di 240×320 a 2048 colori. La trama è come al solito piuttosto abbozzata: nel 2097, il giocatore controlla un soldato del futuro che dovrà sconfiggere da solo un’orda di nemici e mech invasori alieni in sette livelli di difficoltà sempre maggiore.
Durante il percorso, il giocatore deve sopravvivere, sconfiggere i temibili nemici e raccogliere capsule di energia per alimentare la tuta meccanica, come se il tutto non fosse già atrocemente difficile. Il nostro soldato può avvalersi di due armi: una direzionale che consente di sparare un raggio laser nel verso del movimento e una frontale che emette tre colpi divergenti in direzione anteriore, in maniera analoga all’arma di base di Tatsujin. È possibile alternare le armi raccogliendo l’elemento C (Change) lungo il percorso: si tratta di un elemento strategico chiave, poiché alcuni passaggi appariranno molto meno ostici usando la giusta arma.

È possibile raccogliere anche power-up (P), vite (1UP) e super armi, come la devastante Super Ball, il lanciafiamme Super Burner, Energy Extend, che consente di ridurre il consumo delle capsule energetiche, Shield, uno scudo protettivo e Speed UP, che velocizza il passo della tuta robotica. Il gioco è fenomenale e molto divertente nonostante la difficoltà immane, che causa la morte del giocatore praticamente per ogni motivo possibile e immaginabile: colpi del nemico, contatto con gli ostili, esaurimento dell’energia, caduta in un burrone o nella lava, squarciamento da laser e via dicendo. Nonostante ciò, il titolo Toaplan è molto divertente e giocabile, soprattutto una volta imparati i pattern di nemici e colpi.
Da sottolineare le straordinarie ed esaltanti musiche di Tatsuya Uemura, che contribuiscono all’indubbio fascino del gioco. Il gioco vanta anche un seguito, FixEight, che ne riprende le meccaniche senza riuscire a emozionare e con un fattore grafico e una palette da colonia penale ecuadoriana, sprecando goffamente il patrimonio ludico del predecessore.
