
Produttore: 2K Games. Sviluppatore: Gearbox Studios. Genere: FPS, action RPG. Piattaforme: Playstation 3, PC, Xbox 360. Giocatori: 4. Età PEGI: 18+. Classificazione PEGI: violenza.
Il genere dei FPS pullula di prodotti, ma la necessità di produrre giochi d’impatto e dotati di una grafica notevole rende questo genere spesso ripetitivo. Borderlands è un titolo che intende proporre un pacchetto innovativo in termini di grafica e gameplay. Sviluppato dai creatori di Brothers in Arms: Highway, Borderlands cerca di unire gli elementi di generi come sparatutto in prima persona, “sandbox” e RPG occidentali classici. In tal senso, i Gearbox Studios hanno eseguito una lunga ricerca su gameplay, stile grafico e sonoro, arrivando a un’idea innovativa. La trama del gioco rivaleggia con i lungometraggi di Hollywood. Nel futuro, il genere umano ha abbandonato la Terra in cerca di altri pianeti da colonizzare.
La violenza, l’industrializzazione folle e l’inquinamento hanno soggiogato l’etica e il rispetto delle persone. L’ambientazione ricorda vagamente Fallout, con alcuni richiami a celebri film e anime come Mad Max e Ken il Guerriero. Saremo circondati da grosse strutture meccaniche, robot dall’aspetto fantasioso ma dotati di scarsa intelligenza artificiale e una schiera di nemici assetati di sangue. Grazie ad alcune oniriche visioni, il nostro alter ego deciderà di lanciarsi alla ricerca del presunto “Eldorado”, un luogo mitologico nascosto sul pianeta Pandora. L’obiettivo principale della missione, denominato Cripta, è la causa degli scontri fra i personaggi del gioco.
La visione onirica presentata all’inizio del gioco tornerà in altri momenti della storia, aiutando a compiere le scelte giuste per proseguire nell’avventura. Borderlands è un titolo valido sia in singolo che in multiplayer. La modalità cooperativa è stata una priorità assoluta in termini di sviluppo. Nonostante il gioco in single player sia appagante, giocando insieme a quattro amici è possibile sublimare le qualità del gioco. La componente RPG è un elemento essenziale nella meccanica del gioco. Per prima cosa, dovremo scegliere il protagonista. Sono presenti quattro classi, ciascuna dotata di caratteristiche da analizzare attentamente per intraprendere la missione.
Potremo scegliere Mordecai, un cacciatore che può utilizzare un volatile come arma, una scelta apparentemente eccentrica ma completamente fallimentare per il personaggio. Infatti, gli attacchi del volatile diverranno sempre meno efficaci con l’aumento della difficoltà. Il soldato Roland potrà lasciare sul campo una torretta in grado di colpire gli avversari, restando protetta da uno scudo difensivo. Questa funzione ricopre un’enorme importanza nell’economia di gioco in single player e co-op. Un altro personaggio è Lilith, che può diventare un fantasma e svanire dalla vista dei nemici. Infine, è possibile scegliere Brick che, grazie alla violenta modalità “berserk”, può rendere la sfida molto divertente.

Ciascun personaggio utilizza un livello di partenza in perfetto stile RPG, che con il passare del tempo e delle missioni può aumentare, offrendo una maggiore quantità di forza, armi e bonus extra. Alla fine di ciascun livello potremo entrare in un negozio e acquistare cure per le ferite e miglioramenti delle capacità offensive. Il sistema di difesa è simile a quello di Halo, vale a dire basato sull’utilizzo degli scudi rigenerativi, mentre le capacità offensive dipendono dall’arma. Inizialmente disporremo di strumenti semplici e poco precisi, ma con l’aumentare della difficoltà otterremo armi più devastanti, utili per affrontare i boss più impegnativi.
Nelle prime fasi del gioco è possibile eliminare i nemici anche con colpi poco precisi, ma ai livelli più alti occorrerà molta precisione. Questa componente del gioco, che potrebbe sembrare frustrante, rende il gameplay molto equilibrato e longevo, soprattutto in multiplayer. Inserendo nel party un elemento di livello superiore rispetto agli altri, tutti i bonus acquisiti dal leader verranno trasferiti agli altri partecipanti, anche se di livello inferiore. L’altra faccia della medaglia offerta da questa funzione consiste nella possibilità di incontrare nemici di livello comparabile a quello del leader, ovvero imbattibili per i combattenti di livello basso.
Il numero delle armi presenti nel gioco è molto elevato, aspetto che rende piacevoli anche le lunghe esplorazioni. Gli sviluppatori hanno scelto di velocizzare gli spostamenti grazie all’utilizzo di numerosi mezzi di trasporto. Borderlands offre una libertà totale di movimento e interazione con i personaggi. Anche se gran parte degli esseri è ostile, talvolta potremo imbatterci in umanoidi con cui dialogare e ottenere nuove informazioni per la missione. I dialoghi sono vari e ben recitati. Dal punto di vista tecnico, Borderlands si attesta su alti livelli, dimostrandosi fra i titoli più originali del periodo in termini grafici. La scelta di utilizzare il “cel shading”, una tecnica di disegno che ricorda i cartoni animati, rende Borderlands uno spettacolo per gli occhi.
Ad arricchire il tutto sono presenti luci perfette e mutevoli in base all’ora. Il dettaglio dei personaggi è ottimo, così come le relative caratterizzazioni. Il comparto audio è di notevole fattura, anche se le musiche di sottofondo non fanno gridare al miracolo. Il gameplay si dimostra l’arma vincente del titolo 2K Games, mentre la modalità multiplayer è profonda e appagante. La scelta di miscelare componenti FPS e RPG offre un gioco simile a Fallout, ma con l’aggiunta di uno stile action che offre un’esperienza unica anche in modalità solitaria. L’unica pecca del titolo 2K Games è legata alla ripetitività dei nemici e al livello dell’intelligenza artificiale, inferiore a quello degli altri titoli del periodo. Questi limiti riducono il coinvolgimento soprattutto in modalità di gioco in solitaria.
