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Sparatutto multidirezionale progettato da Alan Mc-Neil e pubblicato per il circuito arcade dalla Stern Electronics nel 1980. Dopo Stratovox della Taito, è uno dei primi arcade dotati di sintesi vocale. In Berzerk dovremo superare una serie di stanze con visuale dall’alto simili a labirinti e contenenti alcuni robot nemici dotati di un’arma laser. All’inizio del gioco, entreremo, senza alcun preambolo, in una stanza dotata di cinque robot rossi, controllando un omino stilizzato posto sulla sinistra dello schermo. Nelle partite a due giocatori, il secondo giocatore controllerà un omino viola posto sulla destra dello schermo. Ciascun giocatore potrà continuare l’azione fino alla perdita di una vita, lasciando quindi il controllo all’altro.

Utilizzando un joystick dotato di un pulsante dovremo eliminare tutti i robot presenti in un quadro senza essere uccisi da un colpo di laser, dall’urto con un robot o dall’esplosione dello stesso, dalla folgorazione causata alle pareti elettrificate del labirinto o da Evil Otto. Questo boss, il cui ruolo consiste nel velocizzare l’azione del gioco, è indistruttibile e può attraversare i muri allo scopo di eliminare il giocatore. In presenza di alcuni robot rimanenti nel labirinto, Otto si sposterà lentamente, circa alla metà della velocità del giocatore, accelerando drasticamente una volta eliminati tutti i robot. Otto si sposta più lentamente del giocatore andando a destra e sinistra, ma più velocemente in alto e in basso.

È possibile fuggire dal labirinto attraverso un’apertura posta nella parete più lontana. Ogni robot distrutto vale 50 punti. Eliminando tutti i robot prima della fuga, otterremo dieci punti per ciascuno di essi. Il gioco comprende 65.536 stanze (256×256), ma a causa dei limiti del generatore generazione di numeri casuali della scheda, sono presenti “solo” 1.024 labirinti, 876 dei quali univoci. Una volta raggiunto un certo punteggio, i colori dei robot nemici cambiano e gli ostili potranno sparare un maggior numero di proiettili allo stesso tempo. Una volta raggiunto il limite di proiettili simultanei, i robot non potranno più sparare fino alla disintegrazione dei laser emessi dall’intero gruppo.

È possibile ottenere una vita extra solo a 5.000 o 10.000 punti, in base alle impostazioni dei DIP switch. Il sintetizzatore vocale del gioco pronuncia le seguenti frasi: “Coin detected in pocket” (Moneta rilevata nella tasca) durante l’attract mode. “Intruder alert!” (Allarme intruso!), quando entra in gioco Evil Otto. “The humanoid/The intruder must not escape” L’umanoide/L’intruso non deve fuggire”, quando il giocatore cerca di uscire da una stanza dopo aver distrutto tutti i robot. “Chicken, fight like a robot” (Codardo, combatti come un robot): quando il giocatore fugge da una stanza senza distruggere tutti i robot. “Got the humanoid/the intruder!” (Umanoide/intruso colpito): quando il giocatore perde una vita. Durante il gioco, i robot pronunciano frasi casuali composte da un verbo, come ad esempio “Charge” (Caricate), “Attack” (Attaccate), “Kill” (Uccidete), “Destroy”

Berzerk — immagine 2

(Distruggete), “Shoot” (Sparate), “Get” (Acchiappate), seguite da un complemento oggetto come “The Humanoid” (L’umanoide), “The intruder” (L’intruso), “it” (-lo) o “The Chicken” (il codardo). La velocità e l’intonazione delle frasi sono variabili. Le voci del gioco sono state tradotte in quattro lingue: inglese, francese, tedesco e spagnolo. Alan McNeil (1951-2017), un dipendente degli Universal Research Laboratories, una divisione della Stern Electronics, ideò in sogno un videogioco in bianco e nero in cui era possibile combattere contro alcuni robot. Il nome del gioco deriva dai romanzi di fantascienza “Berserker” di Fred Saberhagen. Evil Otto prende il nome da Dave Otto, ex capo di McNeil presso la Dave Nutting Associates, che sfoggiava un sorriso smagliante durante i rimproveri, chiudeva il personale fuori dall’edificio per imporre il pranzo di mezzogiorno e diffondeva in continuazione brani musicali in ogni stanza.

L’idea del gioco in bianco e nero fu abbandonata in favore di una scheda a colori. Lo sviluppo fu abbastanza breve e le unità successive ai primi prototipi furono dotate di uno schermo a colori. Il gioco fu testato in un bar di Chicago prima della commercializzazione. Berzerk fu progettato per il processore Motorola 6809E, ma alcuni problemi legati al clock esterno di questa CPU spinsero il team a usare uno Zilog Z80. Si verificarono numerosi guasti al joystick ottico a 8 direzioni del cabinet, causando la cancellazione di circa 4.200 ordini. Il joystick fu sostituito con un modello Wico dotato di interruttori a lamelle. Nel 1980, la sintesi vocale era una tecnologia molto costosa, che arrivava fino a 1.000 dollari USA (3.700 di oggi) a parola. Berzerk è stato convertito su Atari 2600, Atari 5200 e Vectrex. La versione

SCHEDA TECNICA

CPU principale: Zilog Z80. Chip sonori: generatore di toni dedicato, chip di sintesi vocale LPC dedicato. Controllo: joystick a 8 direzioni. Pulsanti: 1 (fuoco).

Atari 2600 consente di uccidere temporaneamente Evil Otto, che si rigenera dopo un certo tempo. La versione per Atari 5200 è l’unica a essere dotata del parlato digitalizzato. La versione per i computer Atari a 8 bit fu iniziata ma non pubblicata. Berzerk ha ottenuto recensioni entusiastiche ed è considerato uno dei videogiochi più iconici di sempre.

Berzerk è un gioco magico e letteralmente impossibile da abbandonare, una volta iniziato. Grazie a una meccanica tanto semplice quanto riuscita, il gioco Stern è una sorta di capostipite di tutti gli sparatutto multidirezionali. La grafica è molto scarna, mentre il sonoro è tanto inquietante quanto funzionale. Il personaggio di Evil Otto, nato per rendere il gioco più avvincente, è una minaccia costante e uno dei boss più angoscianti di sempre a causa della sua indistruttibilità. Berzerk, e il suo seguito Frenzy, sono giochi in grado di catapultare gli utilizzatori in un mondo di divertimento elettronico del tutto inarrestabile.

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