
Gameboy Advance/SP. Produttore Nintendo. Sviluppatore Camelot. Genere: RPG.
Sequel di uno dei titoli più riusciti per il portatile di casa Nintendo, The Lost Age è un RPG dalla struttura tradizionale ma arricchita da una trama avvincente, una grafica strabiliante e una giocabilità fuori dal comune.
In poche parole, GS2 vale da solo l’acquisto di un GBA anche per i non appassionati del genere. La storia si svolge dopo gli eventi narrati in Golden Sun e il drammatico scontro fra il party di Isaac e i diabolici Adexia e Saturos. I geniali sviluppatori della saga, ascoltando le critiche relative all’inizio troppo in sordina del primo capitolo, hanno implementato un inizio del gioco dal ritmo travolgente. Invece di iniziare con le gesta del party capitanato dal prode Isaac, la storia inizia nel tempio di Venere in cui i ritrovati Jenna, Felix e Kraden si troveranno a fronteggiare i diabolici congegni elettrici già incontrati nel primo capitolo.
Il gioco inizierà con un’azione viva: se si escludono i lunghi dialoghi, gli sviluppatori sono riusciti a contenere al massimo i tempi morti iniziali tipici degli JRPG. Il sistema di controllo e la meccanica dei Djinn sono rimasti quasi inalterati rispetto al primo capitolo. Nel combattimento sono state inserite alcune piccole limitazioni, ma nulla di significativo. Il sonoro si attesta sulla falsariga del primo capitolo, offrendo grande qualità e notevole forza evocativa. Veniamo al piatto forte: l’aspetto estetico. Dal punto di vista grafico, Golden Sun 2: The Lost Age è uno spettacolo per gli occhi. La già straordinaria qualità degli effetti particellari e dei giochi di luce presenti nelle spettacolari summon del primo capitolo è stata nettamente superata, spingendo l’hardware del GBA ai limiti assoluti.

Anche se è possibile saltare l’introduzione delle summon, in alcuni casi resterete talmente sbalorditi da dimenticare la possibilità di skippare le animazioni. In un RPG che si rispetti, non c’è grafica, sonoro e animazione in grado di compensare le carenze della storia. Non è certo il caso di Golden Sun 2: The Lost Age: la storia è il naturale seguito delle vicende narrate nel primo capitolo e i numerosi temi lasciati in sospeso da Golden Sun verranno pienamente chiariti. Inoltre sono presenti diverse subquest molto più interessanti e stimolanti rispetto a quanto accadeva nel primo capitolo. Concludiamo con gli enigmi, fiore all’occhiello del primo Golden Sun, che nel sequel si rivelano più bilanciati e meno frustranti.
Da segnalare la possibilità di conservare gli oggetti e i Djinn ottenuti nel primo Golden Sun collegando due GBA mediante un cavo link e l’aumento del numero dei mostriciattoli, ben 72 contro i 28 del primo gioco.
Aggiungendo una durata molto superiore rispetto al primo capitolo, una storia entusiasmante e una resa tecnica che spinge in avanti i limiti del gioiellino di casa Nintendo, appare evidente che l’acquisto di Golden Sun 2: The Lost Age sia una sorta di obbligo morale per tutti i possessori della console portatile Nintendo.




