
Videogioco di genere platform sviluppato dalla Vivid Image e pubblicato dalla Image Works nel 1991 per Amiga e Atari ST, quindi convertito per Commodore 64, MS-DOS e SNES. Il gioco ha ricevuto un seguito, The Second Samurai, del 1994. In The First Samurai dovremo intraprendere una missione ambientata nel Giappone feudale e combattere contro una serie di samurai rivali. Dopo una lunga lotta, un demone uccide il maestro di un giovane samurai. Un mago interviene per affrontare il demone, sconfiggendolo, ma finisce trasportato in un futuro lontano. Il mago fa in modo che anche il samurai arrivi nel Giappone del 24° secolo per dare la caccia al demone attraverso campagne, sotterranei e città moderne.
Nel gioco dovremo affrontare diversi tipi di creature malvage. Lungo il percorso, il mago può aiutare il samurai con apparizioni occasionali sotto forma di immagine, in modo da superare alcuni ostacoli. I livelli a scorrimento multidirezionale sono ampi e complessi. Il samurai può camminare, saltare, abbassarsi e arrampicarsi sulle pareti verticali , oltre a usare una serie di mosse per combattere: pugni e calci se disarmato e fendenti se dotato di spada. Può utilizzare anche altre armi e oggetti speciali. Nella parte inferiore dello schermo sono presenti due barre, una a forma di braccio, che indica l’energia fisica, e una a forma di spada, che rappresenta l’energia mistica disponibile.
Per compiere alcune azioni, quest’ultima deve trovarsi a un livello sufficiente. Accumulando energia mistica è possibile ottenere la spada, che può salvare la vita del samurai: in caso di esaurimento dell’energia fisica, l’arma viene sacrificata per recuperare di vitalità. Nei livelli sono presenti alcuni vasi che agiscono da checkpoint: consumando parte dell’energia mistica è possibile ripartire dai punti di salvataggio senza ripetere il livello. Sono anche presenti numerosi passaggi segreti e bonus. Suonando una campana magica, è possibile evocare il mago, ma solo disponendo del massimo dell’energia mistica. Il mago può aiutare il samurai a superare punti ostici come ad esempio un vulcano o una cascata.

In alcuni casi, per superare l’ostacolo occorre trovare alcuni oggetti richiesti dal mago. È anche possibile salvare il gioco su disco, ma solo tra un livello e l’altro. Il gioco inizia in un’antica foresta, per poi passare a villaggi, città dungeon. Lo sviluppo di The First Samurai iniziò nel luglio del 1990. Il tema fu ideato dal grafico Paul “Dokk” Docherty durante la visione del film “Them” del 1954. La proposta di ambientare il gioco in Giappone fu accolta entusiasticamente dal resto del team. Il gioco doveva offrire controlli molto intuitivi, equilibrandoli con la possibilità di eseguire attacchi diversificati. The First Samurai è il primo gioco a 16 bit programmato da Raffaele Cecco ed è stato sviluppato su un PC dotato di processore 80386 usando il Programmer’s Development System (PDS) di Fruad Katon.
L’ambiente di The First Samurai viene definito da blocchi bianchi sovrapposti alla grafica del gioco, che determinano attributi come ad esempio il bordo di una piattaforma, il punto di respawn dei nemici, la possibilità di scalare una parete e il rilevamento delle collisioni. Durante il porting su Atari ST fu necessario riposizionare tutti i blocchi a causa della diversa organizzazione del sistema. Il level designer John Twiddy ha creato un editor di mappe personalizzato che era possibile usare con Deluxe Paint per caricare gli elementi grafici, selezionare e posizionare gli elementi dello sfondo e definire la profondità di un oggetto rispetto agli altri.
A causa dei limiti di memoria, gli sprite del protagonista sono stati separati in più parti, come ad esempio braccia, torso e gambe, in modo da realizzare le animazioni in modo più intuitivo e risparmiare memoria. The First Samurai utilizza 105 sprite degli arti e 30 animazioni. Il gioco gira a 25 fotogrammi al secondo a causa delle limitazioni tecniche dei sistemi e delle dimensioni estese e della complessità dei livelli.


