Star Wars — immagine 1

Videogioco arcade di genere rail shooter con grafica vettoriale a colori sviluppato e pubblicato dalla Atari nel maggio 1983. È il primo di una serie di tre giochi, ciascuno basato sulla prima trilogia di Guerre Stellari. Il giocatore può rivivere la battaglia finale del film “Una nuova speranza” attraverso battaglie in prima persona nello spazio e sulla superficie della Morte Nera, per poi lanciarsi nello stretto corridoio posto sulla superficie della stessa al fine di lanciare un missile in grado di distruggere la stazione spaziale. Il gioco è stato convertito dalla Parker Brothers su Atari 2600 / 5200 / 400 / 800, Colecovision e Commodore 64, quindi dalla Domark in Europa su Amiga, Commodore 64, ZX Spectrum, Amstrad CPC, BBC Micro e Acorn Electron e dalla Brøderbund in USA per Atari ST, PC (DOS), Macintosh, Amiga e Commodore 64.

Nel 1982, la Atari ottenne i diritti per tre giochi dedicati alla trilogia di Guerre Stellari. Il progetto fu affidato a Mike Hally, che decise di adattare Warp Speed, un gioco in corso di sviluppo dal lontano 1979. Star

Wars fu realizzato da sei persone. Il progetto prevedeva solo due sequenze, ma Steven Spielberg ne propose una terza ambientata sulla superficie della Morte Nera. Il test iniziale del gioco evidenziò problemi con il joystick, che fu sostituito con un sistema di controllo a doppia impugnatura creato per Bradley Trainer, un simulatore di combattimento derivato dal gioco Battlezone e usato dall’esercito statunitense. La colonna sonora comprende le voci digitalizzate degli attori del film. Star Wars fu un grande successo di critica e pubblico, che spinse a produrre 10.000 cabinet upright e 2.450 sitdown, diventando l’unico gioco Atari ad aver venduto più di 10.000 unità, fino all’uscita di Area 51 del 1995 e un fatturato lordo di 15 milioni di dollari USA. Il gioco ebbe un successo secondo solo a

Dragon’s Lair e ottenne due sequel, Return of the Jedi del 1984 ed Empire Strikes Back del 1985. Il primo era un adattamento del film con grafica raster, mentre il secondo consentiva di vivere il secondo capitolo della trilogia usando una grafica vettoriale a colori simile a quella del primo gioco, costituita da un insieme di linee che delineano modelli e scenari wireframe tridimensionali. Il cabinet è dotato di un joystick a doppia impugnatura che può ruotare a destra e sinistra, oltre che in avanti e all’indietro. Il controller consente di spostare un mirino sullo schermo per colpire i nemici con i pulsanti in dotazione e non ha alcun effetto sui movimenti dell’X-Wing, che si sposta su un percorso predefinito.

Tuttavia, la fase finale del gioco richiede di gestire l’altezza del volo e il posizionamento a destra e sinistra per il lancio del missile fatale. I nemici attaccano dalla parte anteriore dell’X-Wing e sparano palle di fuoco. È possibile distruggere i colpi del nemico in modo da attraversare il livello senza ostacoli. La nave dispone di sei scudi, che vengono persi uno a uno in caso di contatto con il fuoco nemico. Non è necessario distruggere tutte le navi o i cannoni nemici. È possibile scegliere fra tre livelli di difficoltà. Quando la nave viene colpita, un flash bianco illumina brevemente lo schermo. I quattro cannoni laser del caccia X-Wing sono visibili ai lati dello schermo.

Il gioco si svolge su tre sequenze fino alla distruzione della Morte Nera. La durata di ciascuna sequenza dipende dal tempo e non dal numero dei nemici eliminati. Il gioco diventa più veloce con l’avvicinamento all’ultimo stage. La prima fase si svolge nello spazio, vicino alla Morte Nera, in cui dovremo eliminare una serie di TIE Fighter, assistiti dal caccia di Darth

Vader, che non è possibile distruggere. Una volta completato il quadro, la nave si avvicina alla Morte Nera sorvolandone la superficie in modo da distruggere le torrette da combattimento. Quindi, il terzo livello è ambientato in un canalone in cui potremo distruggere i cannoni o le pareti, passando al di sopra o sotto alcune travi. La nave non può colpire le pareti laterali. Questa sequenza termina con il lancio di un siluro nella presa d’aria che conduce al cuore della stazione spaziale, per poi riprendere il gioco dall’inizio. Completando tre quadri otterremo uno scudo aggiuntivo. A partire dal secondo loop, il livello di difficoltà aumenta.

È possibile ottenere 1.000 punti per ciascun TIE Fighter distrutto e 2.000 per ciascun colpo sparato al caccia di Darth Vader. I colpi nemici distrutti forniscono 33 punti. La parte superiore delle torri della seconda scena offre 200 punti. Distruggendo tutte le venti cime delle torri sarà possibile ottenere 50.000 punti. Per ciascun colpo sparato nel canalone otterremo 25.000 punti, oltre a un bonus per la distruzione della stazione spaziale a partire dal terzo loop a difficoltà media (400.000) o alta (800.000). Non verrà fornito alcun bonus al livello facile. Le musiche, create da John Williams, sono tratte dal film “Una nuova speranza”. Sono presenti sette temi musicali del film, tra cui il tema di Guerre Stellari, quello di Ben e della cantina, oltre a musiche tratte da L’impero colpisce ancora, tra cui la Marcia imperiale (tema di Darth Vader). Il gioco utilizza le voci digitalizzate di Luke Skywalker, Obi-Wan Kenobi,

Wedge Antilles, Darth Vader e Han Solo. Anche gli effetti sonori sono tratti dal film, come ad esempio i fischi del robot R2-D2 (C1 P8). Il gioco è disponibile in due versioni, un cabinet verticale e uno sitdown con cabina di pilotaggio. Lo schermo è orizzontale. La versione sitdown usa due altoparlanti posti sotto il sedile per simulare il rombo del motore della nave e altri due posti sopra la testa del giocatore. L’interno del cabinet è dotato di plastiche stampate e una grafica che riproduce gli elementi del pannello di controllo dell’X-Wing. Il retro del mobile è dotato di un plexiglass nero trasparente che consente agli spettatori di osservare la partita, mentre l’esterno presenta disegni di Darth Vader, TIE Fighter e X-Wing.

Star Wars — immagine 2

La PCB è composta da quattro processori, cinque chip audio e diversi chip custom. Tre processori sono destinati alla gestione della grafica e un altro al sonoro. Il gioco visualizza otto colori e vanta un sonoro stereofonico. Star Wars fu uno dei primi adattamenti ufficiali con licenza nel mondo dei videogiochi, preceduto da Star Wars: The Empire Strikes Back del 1982 e Star Wars: Jedi Arena del 1983, entrambi prodotti dalla Parker Brothers per Atari 2600. La Atari intendeva realizzare un gioco basato sul franchise di Guerre Stellari fin dal 1981 e ottenne la licenza per tre giochi dalla Lucasfilm. Star Wars fu realizzato da Mike Hally, Norm Avellar, Eric Durfey, Jed Margolin, Greg Rivera ed Earl Vickers.

Mike Hally diresse il progetto insieme agli sviluppatori più esperti della Atari. Hally è un ingegnere meccanico laureatosi all’Università di Santa Clara in California che lavorava nella divisione flipper della Atari. Una volta chiusa tale divisione, Hally fu trasferito al settore videogiochi come supervisore dell’ufficio progetti, lavorando ai flipper Middle Earth del 1978, Superman and Hercules del

1979 e ai videogiochi Gravitar e Akka Arrh nel 1982. Greg Rivera è un programmatore esperto che aveva lavorato a Four Player Football, Warlords e al progetto Warp Speed. Laureato in matematica all’Università di Redlands, in California, ha lavorato come analista di sistema per quattro anni prima di entrare in Atari nel 1978. Jed Margolin, laureato in ingegneria elettrica presso l’Università del Michigan, si è unito al progetto Star Wars mentre lavorava all’hardware di Warp Speed. Nel gennaio 1983, Norm Avellar, un programmatore esperto, ed Eric Durfey, un tecnico che aveva lavorato ad altri progetti, si unirono al team. Avellar si è laureato in ingegneria elettrica e informatica presso l’Università della California a Davis e Durfey proviene dall’azienda di elettronica Trias.

Earl Vieckers completò il team dopo aver lavorato presso la Midway Manufacturing come progettista di Tron e Kick-Man. Una volta giunto in Atari, non intendeva progettare giochi ma lavorare sull’audio: non appena vide i progetti di Star Wars accettò di parteciparvi con grande entusiasmo. I nomi degli sviluppatori vengono visualizzati all’avvicinamento alla Morte Nera. La base del gioco Star Wars era il simulatore tridimensionale con grafica vettoriale Warp Speed, creato e sviluppato da Jed Margolin. Hally voleva consentire al giocatore di impersonare Luke Skywalker, pilotare un X-Wing e far saltare in aria la Morte Nera, adattando il gioco all’hardware a disposizione. Ciò fu possibile rielaborando Warp Speed, un gioco di combattimento spaziale ispirato a Battlezone e ambientato nello spazio. Prima di disporre dei diritti, Margolin cercò di adattare Warp

Speed alla fantascienza e in particolare a L’impero colpisce ancora. Warp Speed usava alcuni elementi che troveremo in Star Wars, tra cui la visuale in prima persona e la grafica vettoriale. La grafica raster non fu considerata ottimale per una simulazione spaziale, a differenza dei vettori. Infatti, nel gioco sono presenti poche stelle e uno sfondo nero, consentendo ai vettori di far risaltare gli oggetti in primo piano. L’elemento più importante era fornire il controllo delle azioni senza far sperdere il giocatore nello spazio, uno sc enario che spinse a creare un rail shooter. Il costo di produzione del cabinet sitdown era di 1.249 dollari USA, una cifra molto alta per l’epoca, anche a fronte del milione di dollari USA spesi per la licenza.

La versione finale del gioco arcade fu presentata nel febbraio 1983 insieme a George Lucas presso la sede della Lucasfilm Games a Marin County, USA. La produzione di Star Wars avvenne durante il crollo del settore dei videogiochi degli Stati Uniti nel 1983, ottenendo ugualmente un grande successo. Nel 1984, Robert Mruczek ha totalizzato 300 milioni di punti in 49 ore di gioco (record mondiale per un singolo individuo). Nel giugno 1985, Flavio Tozzi, Dave Roberts e Mike Ohren giocarono a turno in squadra una singola partita protrattasi per cinque giorni, due ore e 26 minuti, stabilendo il record mondiale di 1.000.000.012 punti. Nel 1986, David Palmer raggiunse 31.660.614 punti con sei scudi e nessuno scudo bonus.

Per ottenere un record sul sito Twin Galaxies, occorre impostare il cabinet alla difficoltà massima. David Palmer ha ottenuto un punteggio di 31.660.614 punti in circa 7 ore di gioco. Nel 2005, Brandon Erickson ha ottenuto il record mondiale di 54 ore in una singola partita con un punteggio di 283 milioni. Il cabinet upright di Star Wars è presente nel film Gremlins (1984) ed è possibile convertirlo in Empire Strikes Back con un kit prodotto nel 1985 e comprensivo di ROM aggiornate, immagini interne ed esterne del cabinet e controller.

Star Wars è un gioco che replica in modo efficace e appassionante la leggenda cinematografica di Guerre Stellari, sia in termini di atmosfera che di gameplay. La grafica vettoriale è veloce, anche se non a 60 fps, mentre il cabinet è fra i più belli di sempre. Il gameplay è geniale, mentre il sonoro e le musiche aumentano il coinvolgimento, catapultando il giocatore nell’universo di George Lucas. Un classico ancor oggi divertente, soprattutto nel terzo livello, che consente di attraversare il canalone della Morte Nera schivando i colpi nemici. Tecnicamente il gioco è molto ben realizzato, con un perfetto bilanciamento della difficoltà, rendendolo un classico assoluto dell’irripetibile periodo della Golden Age degli arcade.

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