
(Distributore: Konami. Sviluppatore: Konami TYO. Genere: simulazione calcistica. Numero di giocatori: fino a 8 in locale con Multitap. Versione: NTSC-JAP. Supporto: 1 DVD ROM. Testi: giapponese, telecronaca: giapponese)
L’ottavo capitolo della simulazione calcistica viene considerata una pietra miliare in termini di realismo grafico e perfezionamento di fisica, movimento dei giocatori e sistema di passaggio. Dopo un breve filmato introduttivo, Winning Eleven 8 offre un rinnovato menu a scorrimento orizzontale che si differenzia dal classico menu statico della serie.
È possibile cimentarsi in un’enorme quantità di competizioni (amichevoli, coppa, lega, Master League), raffinare il proprio livello tecnico e tattico (training), modificare l’ampia rosa di giocatori o crearne di nuovi. Ogni modalità di gioco offre numerose innovazioni, con l’aggiunta di una gran quantità di finezze e tocchi di classe. Sin dalla prima amichevole è possibile ammirare la principale innovazione di questo capitolo: il radicale restyling grafico che incrementa in maniera il già ottimo senso di realismo dei precedenti capitoli.
Il look colorato e vivace della serie è stato accantonato in favore di una resa visiva fotorealistica. La riproduzione delle maglie è meno vivace ma più realistica, così come gli ambienti di gioco, ricoperti da mappe spesso digitalizzate e credibili. Il risultato più sorprendente è legato alla realizzazione dei giocatori: i volti e le caratteristiche fisiche dei giocatori più celebri appaiono di qualità eccellente, così come le movenze nella corsa e nel controllo di palla. Anche per quanto riguarda le animazioni è stato svolto un lavoro eccellente. Sono state aggiunte numerose movenze di gioco e interpolazioni, così come finte e mosse speciali che incrementano il realismo dell’azione.
Tuttavia, dal punto di vista grafico, Winning Eleven 8 soffre di alcune pecche, la più evidente delle quali consiste in una serie di macroscopici rallentamenti in corrispondenza delle azioni di gioco più concitate. Non si tratta dei piccoli rallentamenti a cui gli appassionati della serie hanno ormai fatto l’abitudine, né di sporadici cali di frame rate, ma di veri e propri slowdown, tanto evidenti quanto incomprensibili per un team di sviluppo della caratura di Konami-TYO.
Probabilmente questi problemi sono dovuti alla gestione di un’eccessiva quantità di texture ad alta risoluzione, molte di esse sprecate per la mediocre realizzazione del pubblico sugli spalti, e alla presenza di modelli troppo dettagliati. I rallentamenti svaniscono quasi del tutto riducendo la quantità di pubblico che popola le tribune dello stadio di gioco. Sembra incredibile che Konami-TYO abbia autorizzato una versione caratterizzata da un problema così macroscopico.

Un’altra scelta discutibile consiste nella realizzazione del particolare effetto di riflesso presente durante le esibizioni notturne. Per simulare l’effetto dell’illuminazione dello stadio sulla pelle e sui capelli dei giocatori, il team di sviluppo ha utilizzato una sorta di riflesso speculare piano, vale a dire una chiazza luminosa che colpisce indistintamente corpo, volto e capigliatura dei giocatori, producendo un risultato irrealistico e grottesco: molti giocatori, specie quelli di colore o carnagione scura, sembrano indossare una sorta di “papalina” da notte sulla testa. Tuttavia, la resa di tale effetto sulle maglie dei giocatori appare convincente.
Degna di nota è anche l’ottima realizzazione dei numerosi stadi di gioco, così come la presenza in campo del direttore di gara con tanto di casacca colorata. Se per un verso è stata risolta la cronica assenza dell’arbitro che funestava i precedenti capitoli della serie, resta ancora da stigmatizzare la desolata resa delle panchine, inesorabilmente vuote.
Segnaliamo la presenza di nuove scene d’intermezzo di ottima fattura: oltre alle classiche sequenze visualizzate in seguito alle sanzioni disciplinari e alle segnature, sono presenti anche accenni di rissa in corrispondenza dei falli più gravi e inquadrature ravvicinate delle sostituzioni dei giocatori e dell’esecuzione di un calcio d’angolo. Dopo Winning Eleven 7 International sembrava impossibile migliorare il gameplay del titolo calcistico Konami: il team capitanato da Shingo “Sea Bass” Takatsuka è riuscito ancora una volta nell’impresa. Winning Eleven 8, pur essendo un titolo dall’impostazione più simulativa, vanta un sistema di controllo più rifinito e reattivo, una dinamica del pallone realistica e un sistema di passaggi millimetrici di precisione eccellente.
Sin dalle prime battute di gioco è possibile apprezzare la forte impronta di realismo del titolo Konami: è difficile togliere palla all’avversario da dietro, azione che causerà spesso un intervento del direttore di gara. Gli sviluppatori hanno segnato la fine dell’era dei giocatori-razzo: i campioni più dotati sono caratterizzati da velocità più ragionevoli, specie se in possesso della palla. Non è più possibile involarsi senza opposizione verso la porta avversaria, a meno di non allungarsi il pallone, con i rischi annessi e connessi, così come è difficile eseguire serie di dribbling ubriacanti a più difensori, come avviene nella realtà.
Anche i campioni più tecnici verranno fermati dopo un paio di contrasti, sintomo di una ricerca del realismo delle azioni di gioco. In sintesi, Winning Eleven 8 offre un gameplay migliorato, un comparto grafico ottimizzato (nonostante alcuni difetti), longevità infinita, realismo superiore ai precedenti episodi, Master League più profonda, varia e stimolante, sistema di passaggi ottimale, fisica del pallone soddisfacente, enorme database di squadre e giocatori (molti dotati di licenza ufficiale) e presenza dell’arbitro in campo, ma soffre di problemi seri come mancanza di modalità online, motore grafico affetto da rallentamenti, panchine vuote, pubblico realizzato in maniera non ottimale e azioni di gioco della CPU poco verosimili.
Un gioco da provare e recuperare a ogni costo.






