
(Formato: Playstation2. Produttore: Konami. Sviluppatore: Honolulu Studio. Genere: sportivo. Supporto: 1 CD-ROM. Multiplayer: si)
ESPN Major League Soccer (MLS) Extratime si basa sulla collaudata meccanica dei giochi calcistici della Konami. Realizzato da Honolulu Studio, è un prodotto che si allontana in termini di giocabilità dai prodotti più recenti della casa nipponica. Si tratta di un titolo basato su un’impostazione e un “feel” molto simili alla serie Winning Eleven, ma con un’impronta più arcade. Il gioco si apre con un’introduzione “sparagnina”, come spesso avviene per i titoli Konami dal budget medio-basso, vale a dire una sequenza di montaggio con una serie di azioni di gioco tratte dal campionato americano. Il primo aspetto che colpisce in maniera positiva è la brevità dei tempi di caricamento.
Il menu principale, colorato e stilisticamente ben realizzato, viene caricato in meno di due secondi dal termine del filmato introduttivo. I momenti di pausa dovuti al trasferimento dati sono impercettibili, lasciando trasparire una buona ottimizzazione dell’accesso del supporto ottico. Dal menu principale è possibile selezionare le classiche opzioni relative a incontri singoli, coppe e impostazioni varie. MLS Extratime include, oltre alle squadre americane, ben 53 squadre nazionali integrate dalle due All Star della lega statunitense. Le nazionali sono composte da giocatori con nomi fittizi e spesso non facilmente riconducibili a quelli originali.
Per quanto riguarda le competizioni, è possibile organizzare una lega solo usandole squadre americane, una scelta incomprensibile che riduce lo spessore del prodotto. Data l’assenza della Master League, la possibilità di organizzare un campionato anche con le squadre nazionali avrebbe innalzato la longevità di MLS Extratime. La possibilità di organizzare sei tipi di coppe in cui utilizzare le squadre nazionali rende ancora più criptica la scelta effettuata da Honolulu Studio. Risulta interessante l’introduzione dello Scenario Mode, un’alternativa alle partite di esibizione o alle classiche competizioni costituita da una serie di “missioni” calcistiche che variano in base alla squadra MLS selezionata.
La gamma di scenari selezionabili spazia dalle difese estreme del vantaggio fino alla rimonte più o meno disperate e alle “lotterie” dei rigori. Si tratta di una modalità divertente ma poco longeva a causa del ridotto numero di sfide e dell’utilizzo esclusivo delle squadre americane. La modalità di allenamento e le opzioni di gioco ricordano i primi quattro capitoli della serie Winning Eleven. Particolarmente curiosa è la possibilità di scegliere tra due telecronisti, Bob Ley per la lingua inglese e l’esilarante Luis Tapia per lo spagnolo. Tale opzione, testimonianza del seguito ottenuto dalla Major League presso i tifosi di etnia ispanica, offre un divertente commento in spagnolo ricco di espressioni colorite in stile Jon Kabira.
Dopo aver effettuato le selezioni delle squadre è possibile scegliere tra ben dodici stadi americani (tra cui i noti “catini” di Pasadena e Washington) e sei condizioni ambientali. Il menu relativo a formazioni e tattiche di gioco contiene opzioni molto simili a quelle di Winning Eleven 4/ISS Pro Evolution. È possibile scegliere la formazione in base all’abilità dei giocatori, le strategie selezionabili “on the fly”, gli specialisti di punizioni e corner e così via. È da sottolineare la mancanza dell’editor di formazioni, forse ritenuto troppo complesso per la limitata esperienza calcistica del pubblico statunitense. La sequenza di presentazione delle squadre è abbastanza scarna: è possibile iniziare il match dopo una rapida carrellata sullo stadio e l’entrata in campo delle due formazioni.
Sono del tutto assenti le evocative sequenze del prepartita, la presentazione dei giocatori e le suggestive panoramiche dello stadio introdotte a partire da Winning Eleven 3 Final Version. MLS Extratime vanta un’ottima giocabilità derivata da Winning Eleven 4, con l’aggiunta di una maggiore componente arcade. I seguaci del verbo calcistico Konami potranno eseguire azioni di buona fattura grazie alla congruenza del sistema di controllo con gli altri capitoli della serie. Lo svolgimento dell’azione di gioco risulta troppo lineare a causa dell’eccessiva semplicità di esecuzione dei passaggi e lanci, mentre l’efficacia delle scivolate consente di rubar palla in maniera agevole.

I veterani di Winning Eleven 2000 U-23 Olympic e Winning Eleven 5 non avranno problemi a vincere partite e campionati a ripetizione. MLS Extratime vanta alcune piccole differenze di gameplay rispetto ai più blasonati titoli calcistici della casa giapponese, come ad esempio la diversa concezione degli indicatori di tiro. Sin dai primi titoli calcistici Konami, la potenza e altezza combinata del rilancio e del tiro in porta vengono indicate da una barra orizzontale che cresce in base al tempo di pressione del tasto appropriato. In MLS Extratime, l’indicatore di tiro ha la forma di una lancetta che indica l’altezza del tiro. Si tratta di una scelta poco intuitiva che rende complessa la valutazione della potenza esatta da imprimere al pallone.
MLS Extratime introduce anche una novità per i giochi di calcio targati Konami. Si tratta di una sorta di controllo analogico della potenza di tiro, attivabile selezionando la modalità analogica del Dual Shock 2, un sistema intuitivo ma che richiede una certa pratica. Per eseguire un tiro secco è necessario premere con forza il tasto deputato, facendo salire l’indicatore di potenza in maniera “tradizionale”. Una leggera pressione del tasto causerà l’esecuzione di un pallonetto. Per quanto riguarda il lancio lungo e il cross, premendo con forza il tasto appropriato il giocatore eseguirà il gesto in maniera canonica, ovvero con l’indicatore di forza, mentre una leggera pressione causerà un lancio breve.
Questo sistema comporta la frequente esecuzione di improbabili pallonetti a porta vuota e cambi di gioco a centrocampo che finiscono sui piedi dell’avversario vicino. Il controllo analogico della pressione non corrisponde a un preciso dosaggio della potenza di tiro, ma costituisce una sorta di “switch” tra l’esecuzione di un tiro o un pallonetto. Alla lunga, il sistema affatica dita e mani, costringendo a tornare al controllo tradizionale. Il comportamento dei giocatori è abbastanza naturale e realistico, con una buona aderenza alle tattiche di gioco. Tra le poche anomalie di gameplay spicca il comportamento autolesionista del portiere negli scontri “uno contro uno”, in cui l’estremo difensore si lancia in uscite disperate fermandosi però a metà strada tra porta e pallone, consentendo di infilzarlo come un tordo mediante un abile pallonetto.
MLS Extratime vanta una discreta realizzazione tecnica e artistica. Il team di sviluppo ha scelto di utilizzare il celebre Renderware, un middleware prodotto dai Criterion Studios adoperato anche per Winning Eleven 5. I risultati sono però molto differenti dal capolavoro KCET: i modelli poligonali dei giocatori sono di discreta fattura e lasciano trasparire l’utilizzo di un numero di poligoni non troppo elevato. La realizzazione dei volti e delle espressioni facciali è molto lontana dalla precisione maniacale di Winning Eleven 5. L’animazione dei giocatori risulta efficace, pur mostrando qualche incertezza nelle transizioni tra movimenti. Ciò vale anche per l’estremo difensore, dotato di un animation set ridotto rispetto a Winning Eleven.
L’animazione della rete è abbastanza efficace e ben realizzata. Il frame rate è saldamente ancorato sui sessanta fotogrammi al secondo. L’aggiunta di un ottimo algoritmo di antialiasing contribuisce alla pulizia dell’immagine su schermo. Le texture del campo di gioco godono di una discreta varietà e sono abbastanza definite, se si esclude la dozzinale realizzazione delle zone fangose e l’esiguo numero dei colori adoperati. La texture della rete è applicata in maniera discutibile: gli artisti di Honolulu Studio hanno applicato un tiling rarefatto e una trama “a esagoni” che conferisce alla rete un aspetto simile a una recinzione o un retino da pesca.
Per ottenere un risultato migliore sarebbe stato sufficiente adottare una trama quadrangolare o rendere più fitto il tiling. Anche la realizzazione dei pali non è ottimale. MLS Extratime è privo anche di illuminazione dinamica, aspetto che ne accentua la piattezza visiva in particolar modo su spalti e pubblico. Gli stadi sono realizzati discretamente, con medio dettaglio ma texture scialbe e slavate. Il pubblico (realizzato mediante bitmap) è ben animato, con un numero di frame e una definizione superiori a Winning Eleven 5, ma con piattezza cromatica e un clamoroso errore di proporzioni. Ad esempio, nell’inquadratura relativa al rilancio del portiere è possibile contare uno a uno gli spettatori della curva opposta, cosa impossibile anche in un campo di calcio a cinque.
Sono presenti anche diverse imprecisioni tecniche: nelle rimesse laterali, il giocatore incaricato del lancio mantiene il pallone fra le mani senza quasi toccarlo. Inoltre sono disponibili solo tre visuali di gioco: Near (vicina), Middle (intermedia) e Far (lontana): già dai tempi di Winning Eleven 3 era possibile scegliere tra un numero superiore di visuali.
Risulta piacevole l’introduzione dei modelli poligonali dell’arbitro e dei guardalinee durante l’azione di gioco. I direttori di gara partecipano all’azione seguendo lo svolgimento del gioco, portando il fischietto alla bocca e agitando la bandierina quando necessario.


