
SNAFU
Questo titolo è una versione del caro vecchio serpentone, classico di mille partite con il Nokia fra i banchi di scuola: quattro bande colorate sfrecciano (si fa per dire) sullo schermo ricordando le light cycle del film TRON, film amato da grandi e piccini. In questo caso, i serpentoni sfrecciano un po’ a rilento e con un’intelligenza artificiale simile a quella di Davide Mengacci durante gli spot delle vasche da bagno. In multiplayer il divertimento aumenta in maniera sensibile. Un bel programmino in BASIC spacciato per videogioco professionale.
STAMPEDE
Coraggio. Ne occorre molto per pubblicare un gioco commerciale così. Un sedicente cowboy deve acchiappare al lazo alcune vacche lungo un percorso simile a un ippodromo (!). Già questa sinossi sarebbe da evirazione immediata. Ma non finisce qui: gli sprite sono atroci e cubettosi, il fondale inesistente, le vacche un ammasso di pixel sfarfallante. Il gioco è divertente come un’amputazione dei testicoli senza anestesia ed evidenzia una veste grafica capace di far rimpiangere un gioco per VCS di bassissima qualità.
Indifendibile.
TRIPLE ACTION
Tre giochi al costo di uno. Che affare. Peccato che:
1) il primo sia orrendo, una “corsa d’auto” peggiore di DONKEY.BAS, lo “splendido” gioco in BASIC programmato da Bill Gates del quale ricalca parzialmente le meccaniche
2) il secondo sia un mediocre scontro fra tank, divertente e movimentato quanto l’intera serie di “A Sua Immagine” vista al rallentatore
3) il terzo sia un divertente scontro fra biplani, fruibile a patto di non essere figli unici o scapoli, caso in cui diventerà più frustrante dell’espunzione a vivo dell’epidermide dei testicoli, poiché è possibile giocare solo in due.
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MICROSURGEON
Concept educativo in cui occorre debellare malattie, germi e batteri a colpi di antibiotici e medicine laser, fra frizzi e lazzi vari. La sezione del corpo umano è tanto angosciante quanto ben disegnata ed evidenzia un sapiente utilizzo delle tile a 2 colori dell’Inty, aspetto non proprio standard per l’epoca, mentre l’azione di gioco è talmente frenetica da ricordare i momenti più statici della trasmissione “Mezzanotte e dintorni” di Gigi Marzullo dopo una sbornia e diversi giorni di insonnia.
BOWLING
Dotato di una grafica spartana, il titolo si rivela divertente nonostante la staticità dello sport simulato. Gli sprite sono cubettosi, mentre il gioco riesce a simulare in maniera dignitosa una partita di bowling. Interessante la meccanica del cambio di visuale, da laterale a frontale, della pista di gioco. Sorprendente.

PGA GOLF
Non fermatevi all’aspetto grafico alquanto oscido: il titolo è divertente, complesso e abbastanza simulativo. Si tratta di una sorta di Leaderboard ante-litteram dotato di meccaniche articolate e di una sorprendente fisica della pallina. Da provare, possibilmente spaccando le dita della mano del grafico con un martelletto da ortopedico.
AUTO RACING
Il gioco vanta un aspetto grafico ben realizzato, con fondali tanto dettagliati quanto assurdi (corsa con vetture da Formula 1 fra edifici in cemento, spesso somiglianti alle piramidi egizie). Tuttavia, è quasi impossibile effettuare una curva in modo corretto a causa di un sistema di controllo che, sebbene parzialmente migliorato nelle successive revisioni del gioco, appare completamente inadeguato allo scopo. Snervante.
STAR STRIKE
Il famoso corridoio spaziale dell’Intellivision, che nelle intenzioni avrebbe dovuto ricordare il celebre attacco alla Morte Nera di Guerre Stellari. Nelle intenzioni, appunto. All’atto pratico, il titolo si rivela a dir poco agghiacciante in termini di gameplay. In questo canalone occorre distruggere le astronavi aliene e difendere la Terra. Wow. Che trama originale ed elaborata. La qualità grafica del gioco è eccellente, ma il gameplay è a dir poco deludente a causa di una deficitaria resa prospettica degli sprite che offre un divertimento insulso.
SPACE BATTLE
Titolo in cui occorre pianificare a livello strategico una battaglia in un campo spaziale stilizzato, per poi lanciarsi in scontri arcade innovativi anche se un po’ confusi. Il gioco è abbastanza avveniristico e coraggioso per il periodo, in quanto propone elementi strategici in una fase dell’universo videoludico caratterizzata da una notevole semplicità strutturale. Tutto sommato, si rivela però un guazzabuglio spesso poco intelligibile, causando una notevole frustrazione nel giocatore.
SUB HUNT
Simulazione sottomarina in cui occorre controllare una flotta di sommergibili e pianificare l’attacco a una serie di navi nemiche. La fase di pianificazione ricorda la schermata della mappa di Beach Head, ma la fase arcade restituisce ben altro divertimento (in senso negativo, s’intende). Discreto, soprattutto se relazionato al periodo. Claudicante.
FROG BOG
Due rane. Uno stagno con foglie di ninfea. Schermo fisso. Un tasto da premere. Un insetto da acchiappare. Graficamente pregevole ma tutto qui. La modalità avanzata è (leggermente) più divertente grazie alla possibilità di controllare il salto in modo più preciso.









